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Assegno Unico e Universale per figli a carico: al via dal 1° marzo 2022.

di Barbara Colombo

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D. Lgs.230 del 21/12/2021 viene istituito l’assegno unico e universale per i figli a carico che entra in vigore dal 1° marzo 2022.

L’assegno è attribuito ai nuclei familiari su base mensile, per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell’anno successivo, a seconda della condizione economica del nucleo, come identificata dall’ISEE.

La domanda per il riconoscimento dell’assegno unico può essere presentata a decorrere dal 1° gennaio 2022.

DEFINIZIONE

Gli aggettivi con i quali l’assegno viene definito ne evidenziano le caratteristiche e le peculiarità:

  • Unico, in quanto accorperà sei misure attualmente presenti nell’ordinamento a sostegno delle famiglie con figli a carico, ovvero gli assegni al nucleo familiare, la detrazione per figli a carico e le misure legate alla natalità;
  • Universale, perché spettante a tutti i nuclei familiari con figli a carico, a prescindere dall’occupazione dei genitori (anche lavoratori autonomi, liberi professionisti, disoccupati, incapienti).

SOGGETTI BENEFICIARI

L’assegno unico è riconosciuto ai nuclei familiari:

  • Per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, decorre dal 7° mese di gravidanza;
  • Per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento del 21° anno di età, per il quale ricorra una delle seguenti condizioni:
  • Frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;
  • Svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a € 8.000,00 annui;
  • Sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • Svolga il servizio civile universale;
  • Per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

REQUISITI

L’assegno unico è riconosciuto a condizione che al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio il richiedente sia in possesso congiuntamente dei seguenti requisisti di cittadinanza, residenza e soggiorno:

  • Sia cittadino italiano o di uno stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero sia cittadino di uno Stato non appartenente all’UE in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o sia titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a 6 mesi o sia titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a 6 mesi;
  • Sia soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • Sia residente e domiciliato in Italia;
  • Sia o sia stato residente in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, ovvero sia titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

IMPORTI MENSILI

L’assegno unico figli è universale cioè andrà a tutte le famiglie con figli:

  • Da un massimo di € 175,00 per ciascun figlio minore con ISEE fino a 15mila euro;
  • A un minimo di € 50,00 per ciascun figlio minore in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 40mila euro;

cui si aggiunge una quota fissa di maggiorazioni per casi particolari.

La domanda può essere o meno accompagnata da ISEE aggiornato: la presentazione dell’ISEE è necessaria per ottenere un assegno pieno commisurato alla situazione economica della famiglia; tuttavia, nel caso in cui non si volesse presentare un ISEE, è comunque possibile fare domanda e ottenere l’importo minimo per ciascun figlio.

Va sottolineato che l’importo dell’assegno non rileva ai fini del reddito (art 8 TUIR).

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA ED EROGAZIONE DEL BENEFICIO

La domanda per il riconoscimento dell’assegno unico può essere presentata a decorrere dal 1° gennaio di ciascun anno ed è riferita al periodo compreso tra il mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda e quello di febbraio dell’anno successivo.

L’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

Per le domande presentate dal 1° gennaio al 30 giugno dell’anno di riferimento, l’assegno è riconosciuto, con effetto retroattivo a decorrere dal mese di marzo del medesimo anno.

Ferma restando la decorrenza, l’Inps provvede al riconoscimento dell’assegno entro 60 giorni dalla domanda.

L’assegno è corrisposto ed erogato al richiedente in misura pari tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale.

Al compimento della maggiore età, i figli possono presentare la domanda in sostituzione di quella eventualmente già presentata dai genitori e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante.

Per le domande presentate a gennaio e febbraio, l’assegno sarà corrisposto a partire dal mese di marzo 2022; i relativi pagamenti saranno effettuati dal 15 al 21 marzo 2022.

Per le domande presentate dal 1° gennaio al 30 giugno 2022, l’assegno unico e universale spetta con tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo 2022.

Per le domande presentate dopo il 30 giugno, l’assegno decorre dal mese successivo a quello di presentazione ed è determinato sulla base dell’ISEE al momento della domanda.

ABROGAZIONI E MODIFICAZIONI

Con l’introduzione dell’assegno unico e universale sono abrogate alcune misure, in particolare:

a partire dal 1° gennaio 2022 sono abrogate le seguenti misure:

  • il premio alla nascita o per l’adozione del minore (Bonus mamma domani)
  • l’assegno di natalità (cd. Bonus bebè);

a partire dal 1° marzo 2022 sono abrogate le seguenti misure:

  • l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • gli assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili;
  • le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

Lo Studio resta a disposizione per ogni approfondimento in merito.

Cordialmente.

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Lavoratori autonomi occasionali: comunicazione preventiva

Il decreto Fisco-Lavoro (L. n. 215/2021 di conversione del DL 146/2021) ha introdotto dal 21 dicembre 2021 il nuovo obbligo di comunicazione preventiva nell’impiego di lavoratori autonomi occasionali.

Si tratta di quei lavoratori inquadrabili nella definizione contenuta all’art. 2222 c.c. – riferito alla persona che “si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente” con carattere di occasionalità.

La finalità della norma è quella di contrastare forme elusive e non corrette della tipologia contrattuale in commento.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 29 del 11 gennaio 2022, ha fornito le prime indicazioni utili al corretto adempimento del nuovo obbligo.

  • L’obbligo di comunicazione preventiva interessa esclusivamente i committenti che operano in qualità di imprenditori.
  • La comunicazione dovrà essere effettuata all’Ispettorato del Lavoro territorialmente competente, in ragione del luogo ove si svolgerà la prestazione, e dovrà essere preventiva rispetto all’avvio dell’attività lavorativa. La procedura comunicativa sarà telematica e riprenderà le modalità operative previste per le comunicazioni che il datore di lavoro effettua per i lavoratori intermittenti. Nelle more dell’adeguamento dei dell’applicativo telematico ministeriale, la comunicazione può essere effettuata attraverso l’invio di una e-mail ad uno specifico indirizzo di posta elettronica ordinario, messo a disposizione di ciascun Ispettorato territoriale. clicca qui per scaricare indirizzi email.
  • La comunicazione, che potrà essere direttamente inserita nel corpo dell’e-mail, dovrà contenere i seguenti elementi minimi, in assenza dei quali si considererà omessa:
    • i dati del committente (denominaziome/ragione sociale, sede legale, CF/Partita IVA);
    • i dati lavoratore autonomo occasionale (nome e cognome, data e luogo di nascita, residenza e codice fiscale);
    • luogo della prestazione (ad esempio l’abitazione del lavoratore oppure la sede del committente);
    • una sintetica descrizione dell’attività;
    • l’ammontare del compenso qualora stabilito al momento dell’incarico;
    • la data di avvio delle prestazioni occasionali;
    • l’arco temporale entro il quale potrà considerarsi compiuta l’opera o il servizio (ad esempio, un giorno, una settimana, un mese).
    • In caso di mancata o ritardata comunicazione è prevista una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore autonomo occasionale.

L’obbligo riguarda i rapporti avviati dopo l’entrata in vigore della disposizione (21 dicembre 2021) o, anche se avviati prima, i rapporti ancora in corso all’11 gennaio 2022 (data di emanazione della nota INL n. 29/2022).

Per tutti i rapporti di lavoro in essere all’11 gennaio 2022 e per i rapporti iniziati dal 21 dicembre e già cessati, la comunicazione andrà effettuata entro il 18 gennaio 2022.

Per i rapporti avviati dopo l’11 gennaio 2022, la comunicazione andrà effettuata prima dell’inizio della prestazione del lavoratore autonomo occasionale, eventualmente risultante dalla lettera di incarico.

Lo studio resta come sempre a vostra disposizione per dubbi o chiarimenti.

Consilium

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Green Pass nei luoghi di lavoro – prime indicazioni.

di Barbara Colombo

E’ con il Decreto Legge n.127/2021 che è stata disposta l’estensione dell’obbligo di certificazione verde COVID-19 nei luoghi di lavoro pubblici e privati per il contenimento del virus e la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

A partire dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, chiunque svolge un’attività lavorativa nel settore privato, compresi, nell’ambito del lavoro domestico, colf, badanti, baby sitter, è tenuto ai fini dell’accesso ai luoghi di lavoro, a possedere ed esibire, su richiesta, la certificazione verde COVID-19.

Destinatari dell’obbligo sono tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni.

Non rientrano tra gli obbligati i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica.

Ai datori di lavoro spetta l’onere della verifica del rispetto delle suddette prescrizioni obbligatorie, che ricade contemporaneamente anche sui datori dei soggetti esterni, ad esempio nell’ipotesi di appalto.

Entro il 15 ottobre 2021 i datori di lavoro devono provvedere alla definizione delle proprie modalità operative per l’organizzazione delle verifiche del possesso del Green pass da parte dei lavoratori, anche a campione. A riguardo, i controlli sono da effettuarsi in via prioritaria al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro.

Vanno individuati dal datore, con atto formale, i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi di possesso ed esibizione della certificazione verde COVID-19.

La verifica di tale certificazione è effettuata attraverso la lettura del codice a barre bidimensionale (QR Code), utilizzando esclusivamente l’applicazione prevista – (App VerificaC19), che permette unicamente di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione, nonché di conoscere le generalità dell’intestatario, senza rendere visibili le informazioni alla base dell’emissione.

I lavoratori, che comunichino di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o qualora risultino privi della stessa al momento dell’accesso al luogo di lavoro, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione del Green pass e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021.

Il lavoratore dovrà comunque presentarsi necessariamente tutti i giorni sul luogo di lavoro.

In ogni caso non ci sono conseguenze disciplinari ed è fatto salvo il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata non spetta la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.

Per le imprese con meno di 15 dipendenti, dopo il 5° giorno di assenza ingiustificata per mancato possesso della certificazione, il datore di lavoro può decidere per la sospensione del lavoratore:

  • per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque
  • per un periodo non superiore a 10 giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il termine del 31 dicembre 2021.

La sospensione è comunicata immediatamente al lavoratore interessato ed è efficace fino alla presentazione della certificazione verde COVID-19 e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2021.

Nell’ipotesi di violazione degli adempimenti da parte del datore, nonché in caso di accesso dei lavoratori ai luoghi di lavoro in violazione degli obblighi previsti, sono stabilite le seguenti sanzioni amministrative:

 ViolazioneSanzione
DatoreObblighi di controllo dell’accesso, mancata adozione misure organizzative entro il 15 ottobre 2021, inclusa la mancata individuazione dei soggetti adibiti ai controlliDa 400,00 a 1.000 euro
LavoratoreMancato possesso o manata esibizione, a richiesta, della certificazione per l’accesso al luogo di lavoroDa 600,00 a 1.500 euro

Le sanzioni sono irrogate dal Prefetto, al quale sono trasmessi gli atti relativi alla violazione dai soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni.

Cliccando qui potrete scaricare comunicazione da esporre in bacheca per informare i soggetti interessati.

Lo Studio rimane a vostra disposizione per dubbi o chiarimenti.

Cordiali saluti

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Quarantena per contatto con positivi, niente indennità nel 2021

di Barbara Colombo

E’ con la nota del 6 agosto che l’Inps ricorda che non verrà erogata alcuna indennità di malattia per i dipendenti che vanno in quarantena Covid-19 dopo essere entrati in contatto con una persona positiva al coronavirus. La motivazione è legata al fatto che per il 2021 il legislatore non ha stanziato nuove risorse.

Questo vuol dire che l’indennità non potrà essere erogata per l’anno in corso creando di fatto un vuoto di tutela per alcune categorie di lavoratori.

Ma facciamo un passo indietro. L’indennità in questione è stata introdotta dal Decreto Legge 18/2020, che ha previsto l’equiparazione alla malattia dell’assenza dovuta a quarantena per contatto con positivo al Covid. Ne hanno diritto tutti i lavoratori del settore privato, ma non è prevista per gli iscritti alla Gestione Separata dell’Inps.

Non si applica se si è assenti per malattia da Covid, visto che in quel caso si tratta di malattia ordinaria a tutti gli effetti, o a chi continua a lavorare in smart working.

In virtù di tutto ciò, a rischiare di non ricevere l’indennità sono quei lavoratori che non possono svolgere l’attività da remoto se finiscono in quarantena. Ne sono un esempio gli operai, i magazzinieri, i commessi ed i cassieri.

L’ipotesi peggiore è che i lavoratori potrebbero essere costretti a casa senza retribuzione, oppure potrebbero essere messi in ferie forzate, anche se queste rappresentano un ipotesi remota, visto che l’azienda rischierebbe un contenzioso.

E’ più percorribile l’ipotesi che l’impresa si faccia carico della malattia del lavoratore o utilizzi permessi retribuiti o non retribuiti.

Dato il perdurare dei casi di contagio e di relativi contatti a rischio, oltre che alle pressioni ricevute da tutte le parti sociali, non si esclude che il Governo stanzi a breve le risorse necessarie per la copertura delle assenze per quarantena fino alla fine dell’anno 2021, in concomitanza con il cessare dello stato di emergenza.

Discorso a parte per i lavoratori “fragili” per i quali l’Istituto erogherà l’indennizzo fino al 30 giugno 2021.

Ma cosa prevede la normativa in caso di quarantena per contatto con positivi?

Stante la normativa vigente è previsto:

  • Per i non vaccinati un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultimo contatto stretto con persone positive al Covid-19;
  • Per i vaccinati un periodo di quarantena di 7 giorni, sempre dal momento del contatto con persona positiva.

Per maggior completezza espositiva, riportiamo la tabella riepilogativa contenuta nella Circolare del Ministero della Salute dell’11 agosto 2021:

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti relativi all’ argomento trattato.

Cordiali saluti.

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La ripresa della riscossione dopo il DL Sostegni-bis: aggiornate le Faq AER

Ricordiamo che la riscossione dei ruoli (cartelle esattoriali) è attualmente sospesa per il periodo 08 marzo 2020-31 agosto 2021. Il versamento delle somme dovute dovrà essere effettuato entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione ossia entro il 30 settembre 2021.

In presenza di rateizzazioni in corso di validità alla data dell’8 marzo 2020, entro il 30 settembre 2021 è previsto il versamento delle rate scadute nell’intero periodo di sospensione. Il “Decreto Rilancio” ha esteso da 5 a 10 il numero massimo delle rate, anche non consecutive, che comportano la decadenza del piano di rateizzazione in caso di mancato pagamento; pertanto chi dovesse trovarsi in difficoltà a versare l’intero importo scaduto, al momento l’unica possibilità è quella di pagare entro il 30 settembre 2021 il numero di rate necessario per non incorrere nella decadenza (sostanzialmente si possono non pagare 9 rate – alla decima rata non pagata interviene la decadenza).

Sul sito agenzia delle entrate riscossione sono state aggiornate le Faq. Vi riportiamo qui di seguito il link:

https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/covid-19/faq-covid/

Lo studio resta a disposizione per consigli o valutazioni.

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Rottamazione-ter e Saldo e Stralcio: le prossime scadenze

Nell’ambito delle misure introdotte dalla Legge n. 106/2021 di conversione del  “Decreto Sostegni-bis”, sono stati fissato nuovi termini entro i quali effettuare il pagamento delle rate 2020 della Rottamazione-ter e del Saldo e Stralcio. Per il versamento delle rate 2021 c’è tempo fino al 30 novembre.

Vediamo nel dettaglio le misure introdotte.

Rottamazione Ter

Scadenza delle rate 2020 non ancora versate

Per i contribuenti in regola con il pagamento delle rate 2019, il mancato, insufficiente o tardivo versamento di quelle in scadenza per l’anno 2020 non determina la perdita dei benefici della “Rottamazione-ter”, se le stesse verranno integralmente corrisposte entro il:

  • 31 luglio 2021, per la  rata in scadenza il 28 febbraio 2020;
  • 31 agosto 2021, per la rata in scadenza il 31 maggio 2020;
  • 30 settembre 2021, per la rata in scadenza il 31 luglio 2020;
  • 31 ottobre 2021, per la rata in scadenza il 30 novembre 2020.

Per il pagamento entro questo nuovo termine di scadenza sono ammessi i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018. A titolo esemplificativo, per la scadenza del 31 luglio 2021, il pagamento potrà essere effettuato entro il 9 agosto 2021.

Scadenza delle rate 2021

Per coloro che sono in regola con i versamenti delle rate del 2019 e del 2020, il termine “ultimo” per pagare quelle  in scadenza nel 2021 è differito al 30 novembre.

Anche in questo caso, per mantenere i benefici della “Rottamazione-ter”, entro il termine previsto dalla Legge n. 106/2021 di conversione del “Decreto Sostegni-bis”, dovranno essere corrisposte le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre 2021.

Per il termine del 30 novembre 2021 sono previsti i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018. Il pagamento dovrà, quindi, avvenire entro il 6 dicembre 2021.

Saldo e stralcio

Scadenza delle rate 2020 non ancora versate

Per i contribuenti in regola con il pagamento delle rate 2019, il mancato, insufficiente o tardivo versamento di quelle in scadenza per l’anno 2020 non determina la perdita dei benefici del “Saldo e stralcio”, se le stesse verranno integralmente corrisposte entro il:

  • 31 luglio 2021, per la rata in scadenza il 31 marzo 2020;
  • 30 settembre 2021, per la rata in scadenza il 31 luglio 2020.

Per il pagamento entro questo nuovo termine di scadenza sono ammessi i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018. A titolo esemplificativo, per la scadenza del 31 luglio 2021, il pagamento potrà essere effettuato entro il 9 agosto 2021.

Scadenza delle rate 2021

Per coloro che sono in regola con i versamenti delle rate del 2019 e del 2020, il termine “ultimo” per pagare quelle  in scadenza nel 2021 è differito al 30 novembre.

Anche in questo caso, per mantenere i benefici del “Saldo e stralcio”, entro il termine previsto dalla Legge n. 106/2021 di conversione del “Decreto Sostegni-bis”, dovranno essere corrisposte le rate in scadenza il 31 marzo e il 31 luglio 2021.

Per il termine del 30 novembre 2021 sono previsti i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018. Il pagamento dovrà, quindi, avvenire entro il 6 dicembre 2021.

Lo studio resta a disposizione per ogni dubbio o chiarimento.

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Incentivi assunzione – Regione Lombardia e Dote Unica Lavoro

di Barbara Colombo

La Dote Unica Lavoro è il piano di Regione Lombardia finanziato dal Fondo Sociale Europeo, per favorire l’occupazione e l’inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro dedicato a chi non studia, non lavora e non è impegnato in attività di formazione.

L’obiettivo è garantire a questo gruppo di soggetti un’offerta di lavoro qualitativamente valida (apprendistato, percorsi di autoimprenditorialità e formazione).

Regione Lombardia per i datori che assumono destinatari di Dote Unica Lavoro e Azioni di rete per il lavoro, riconosce incentivi occupazionali, aggiuntivi e complementari a quelli statali.

Gli incentivi verranno riconosciuti in caso di assunzione di disoccupati e occupati sospesi in esubero che hanno aderito a Dote Unica Lavoro e Azioni di rete per il lavoro in possesso dei seguenti requisiti:

  • lavoratori disoccupati, residenti o domiciliati in Lombardia;
  • occupati sospesi (in CIG) presso un’unità produttiva/sede operativa ubicata sul territorio di Regione Lombardia, in aziende con previsione di esubero.

Il contributo massimo è differenziato in funzione delle difficoltà di accesso nel mercato di lavoro, come segue:

  • lavoratori fino a 54 anni: € 5.000
  • lavoratrici fino a 54 anni: € 7.000
  • lavoratori over 55: € 7.000
  • lavoratrici over 55: € 9.000

Per le medie e piccole imprese (meno di 50 dipendenti), tali importi sono maggiorati di € 1.000.

Il contributo verrà concesso a fronte della sottoscrizione di contratti di lavoro subordinato:

  • a tempo indeterminato, a tempo determinato di almeno 12 mesi, in apprendistato
  • a tempo pieno o a tempo parziale (di almeno 20 ore settimanali medie – in questo caso il contributo sarà riparametrato in base alle ore previste).

L’erogazione del contributo avviene con tempistiche e modalità diverse a scelta dell’azienda:

  • a rimborso, a seguito di rendicontazioni intermedie e finale
  • in un’unica soluzione anticipata alla presentazione della domanda di finanziamento, con presentazione di fidejussione a garanzia del contributo

Il contributo è subordinato all’effettiva permanenza del lavoratore presso l’impresa, fatta salva una conclusione anticipata del rapporto di lavoro non addebitabile al datore di lavoro che determini la riparametrazione del contributo, e alla verifica dei pagamenti eseguiti dall’impresa.

Lo Studio resta a disposizione per ogni approfondimento in merito.

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Prima rata INPS Contributi Fissi Artigiani e Commercianti rinviata al 20 agosto

Solo nel tardo pomeriggio di ieri, l’INPS ha comunicato con messaggio n. 1911 il differimento al 20 agosto 2021 del termine di versamento della prima rata INPS dei contributi fissi per artigiani e commercianti scadente Lunedi 17 Maggio.

Clicca qui per scaricare il messaggio inps

Il differimento è dovuto alla mancata pubblicazione del necessario decreto interministeriale che dia concreta attuazione all’esonero contributivo previsto dalla legge di bilancio.

Tale esonero, nel limite massimo di € 3.000 per soggetto, spetterà ai lavoratori autonomi iscritti alla gestione artigiani e commercianti, alla gestione separata ed anche ai professionisti iscritti alle casse previdenziali private con i seguenti requisiti:

  • Reddito 2019 non superiore ad € 50.000
  • Calo di fatturato nel 2020, rispetto al 2019, di almeno il 33%
  • Regolarità contributiva
  • Non essere titolari di pensione diretta
  • Non essere lavoratori dipendenti

Tutti gli iscritti alle gestioni INPS Artigiani e Commercianti possono rinviare il versamento della prima rata dei contributi fissi (con scadenza originaria lunedì 17 maggio) alla data del 20 agosto 2021. La ratio del differimento è quella di dare la possibilità di verificare, una volta pubblicato il decreto attuativo, la spettanza dell’esonero. Una volta verificati i requisiti sarà necessario presentare apposita istanza per usufruire effettivamente dell’esonero.

Sottolineiamo che il 20 agosto 2021 è il termine di versamento della II rata inps artigiani e commercianti e che alla stesa scadenza del 20 agosto saranno da versare le imposte ed i contributi derivante dalla dichiarazione dei redditi 2021 (periodo di imposta 2020); vi invitiamo quindi a valutare la possibilità di versare entro l’originaria scadenza del 17 maggio.

Cosa succede se ho già pagato la rata di Lunedi 17 Maggio?

L’eventuale contribuzione già versata oggetto di esonero potrà essere richiesta in compensazione o rimborso con apposita domanda da presentare entro il 30 novembre 2021.

Il vostro refente di studio è a disposizione per commenti in merito.

Cordiali saluti

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Proroga al 31 maggio 2021 della sospensione delle attività di riscossione e della notifica delle cartelle

Riportiamo di seguito il comunicato stampa con il quale il Mef ha anticipato che con un provvedimento di prossima emanazione verrà differito al 31 Maggio il termine della sospensione della riscossione.

Comunicato Stampa N° 88 del 30/04/2021

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che è in corso di definizione il provvedimento normativo che differirà al 31 maggio 2021, il termine di sospensione delle attività di riscossione, attualmente fissato al 30 aprile 2021 dall’art. 4 del decreto-legge n. 41/2021 (cd. Decreto Sostegni).

La sospensione, introdotta a partire dall’8 marzo 2020 dall’art. 68 del decreto-legge n.18/2020 (cd. Decreto Cura Italia), riguarda tutti i versamenti derivanti dalle cartelle di pagamento, dagli avvisi di addebito e dagli avvisi di accertamento esecutivi affidati all’Agente della riscossione, nonché l’invio di nuove cartelle e la possibilità per l’Agenzia di avviare procedure cautelari o esecutive di riscossione, come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.

Restano sospese, inoltre, le verifiche di inadempienza che le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica devono effettuare, ai sensi dell’art. 48 bis del DPR 602/1973, prima di disporre pagamenti di importo superiore a cinquemila euro.

LEGGI IL COMUNICATO

Rottamazione-ter e Saldo e Stralcio: le prossime scadenze

Ricordiamo che il Decreto Sostegni ha posticipato al 31 luglio il termine per pagare le rate del 2020 della “rottamazione Ter” e del “Saldo e Stralcio”, mentre per quelle del 2021 c’è tempo fino al 30 novembre.

Vediamo nel dettaglio i nuovi termini per effettuare il pagamento delle somme dovute.

Scadenza delle rate 2020 non ancora versate

Per coloro che sono in regola con i versamenti delle rate del 2019, il termine “ultimo” per pagare tutte le rate in scadenza nel 2020 è differito al 31 luglio 2021.

Per mantenere i benefici dell’agevolazione, entro tale termine (31 Luglio 2021) dovranno essere corrisposte le rate che erano in scadenza nel 2020 e che non sono state ancora versate.

Per il termine del 31 luglio 2021 sono previsti i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018. Il pagamento dovrà, quindi, avvenire entro il 9 agosto 2021.

Scadenze delle rate 2021

Per coloro che sono in regola con i versamenti, il termine “ultimo” per pagare tutte le rate in scadenza nel 2021 è differito al 30 novembre 2021.

Anche in questo caso, per mantenere i benefici della “Rottamazione-ter”, entro la scadenza prevista dal “Decreto Sostegni” (30 Novembre) dovranno essere corrisposte le rate nel 2021.

Per il termine del 30 novembre 2021 sono previsti i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018. Il pagamento dovrà, quindi, avvenire entro il 6 dicembre 2021.

Attenzione

Se il pagamento avverrà oltre i termini previsti o per importi parziali, la misura agevolativa non si perfezionerà e i versamenti effettuati saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute.

Lo studio resta a disposizioni per dubbi o necessità.

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Decreto Sostegni – il nuovo contributo a fondo perduto

Il DL Sostegni che introduce misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19 è stato pubblicato in GU n. 70 del 22 marzo 2021 ed è, quindi, in vigore dal 23 marzo.

Affrontiamo sinteticamente la misura del nuovo contributo a fondo perduto.

SOGGETTI BENEFICIARI

Novità: viene abbandonato il riferimento ai codici ateco

Sono beneficiari del contributo i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività di impresa, arte o professione ed i soggetti titolari di reddito agrario. Sono inoltre beneficiari del contributo gli enti non commerciali in relazione all’attività commerciale eventualmente svolta.

REQUISITI ACCESSO

  • Ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro conseguiti nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019
  • Si deve verificare una diminuzione di almeno il 30% tra il fatturato medio mensile dell’anno 2020 ed il fatturato medio mensile del 2019
  • Per soggetti che hanno aperto la partita IVA dal 01 gennaio 2019 non è richiesta la verifica della condizione di accesso del calo di fatturato

SOGGETTI ESCLUSI

  • I soggetti la cui attività risulti cessata al 23 marzo 2021
  • I soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo il 23 marzo 2021
  • Gli enti pubblici e gli intermediari finanziari

CALCOLO DEL CONTRIBUTO

  • 60% – ricavi o compensi fino a 100.000€
  • 50% – ricavi o compensi superiori a 100.000€ e fino a 400.000€
  • 40% – ricavi o compensi superiori a 400.000€ e fino a 1 milione €
  • 30% – ricavi o compensi superiori a 1 milione € e fino a 5 milioni €
  • 20% – ricavi o compensi superiori a 5 milioni € e fino a 10 milioni €

CONTRIBUTO MINIMO E MASSIMO

E’ previsto un contributo minimo di:

  • € 1.000 per le persone fisiche
  • € 2.000 per gli altri soggetti (società, enti)

L’importo del contributo non può essere superiore a 150.000 €.

PRESENTAZIONE ISTANZA

I soggetti interessati devono presentare esclusivamente in via telematica apposita istanza all’Agenzia delle Entrate, direttamente o avvalendosi di un intermediario delegato, entro 60 giorni dall’apertura del canale telematico prevista per il 30 marzo 2021. Nell’istanza si potrà optare per l’utilizzo in compensazione in luogo dell’accredito in conto corrente

Lo studio provvederà ad eseguire i conteggi dell’importo spettante e potrà essere incaricato per la presentazione della domanda.

Restiamo come sempre a vostra disposizione per dubbi o chiarimenti.

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