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Decreto Sostegni – il nuovo contributo a fondo perduto

Il DL Sostegni che introduce misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19 è stato pubblicato in GU n. 70 del 22 marzo 2021 ed è, quindi, in vigore dal 23 marzo.

Affrontiamo sinteticamente la misura del nuovo contributo a fondo perduto.

SOGGETTI BENEFICIARI

Novità: viene abbandonato il riferimento ai codici ateco

Sono beneficiari del contributo i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività di impresa, arte o professione ed i soggetti titolari di reddito agrario. Sono inoltre beneficiari del contributo gli enti non commerciali in relazione all’attività commerciale eventualmente svolta.

REQUISITI ACCESSO

  • Ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro conseguiti nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019
  • Si deve verificare una diminuzione di almeno il 30% tra il fatturato medio mensile dell’anno 2020 ed il fatturato medio mensile del 2019
  • Per soggetti che hanno aperto la partita IVA dal 01 gennaio 2019 non è richiesta la verifica della condizione di accesso del calo di fatturato

SOGGETTI ESCLUSI

  • I soggetti la cui attività risulti cessata al 23 marzo 2021
  • I soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo il 23 marzo 2021
  • Gli enti pubblici e gli intermediari finanziari

CALCOLO DEL CONTRIBUTO

  • 60% – ricavi o compensi fino a 100.000€
  • 50% – ricavi o compensi superiori a 100.000€ e fino a 400.000€
  • 40% – ricavi o compensi superiori a 400.000€ e fino a 1 milione €
  • 30% – ricavi o compensi superiori a 1 milione € e fino a 5 milioni €
  • 20% – ricavi o compensi superiori a 5 milioni € e fino a 10 milioni €

CONTRIBUTO MINIMO E MASSIMO

E’ previsto un contributo minimo di:

  • € 1.000 per le persone fisiche
  • € 2.000 per gli altri soggetti (società, enti)

L’importo del contributo non può essere superiore a 150.000 €.

PRESENTAZIONE ISTANZA

I soggetti interessati devono presentare esclusivamente in via telematica apposita istanza all’Agenzia delle Entrate, direttamente o avvalendosi di un intermediario delegato, entro 60 giorni dall’apertura del canale telematico prevista per il 30 marzo 2021. Nell’istanza si potrà optare per l’utilizzo in compensazione in luogo dell’accredito in conto corrente

Lo studio provvederà ad eseguire i conteggi dell’importo spettante e potrà essere incaricato per la presentazione della domanda.

Restiamo come sempre a vostra disposizione per dubbi o chiarimenti.

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Bonus pubblicità 2021: presentazione delle domande dal 01 marzo al 31 marzo

La Legge di bilancio 2021 ha previsto che, per gli anni 2021 e 2022, il credito d’imposta per le campagne pubblicitarie sia riconosciuto nella misura unica del 50 per cento del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici.

Per l’anno in corso e per il 2022, il credito spetta nella misura del 50 per cento del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale, entro il limite di spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni.

Per quanto riguarda, invece, gli investimenti sulle emittenti televisive e radiofoniche locali effettuati negli anni 2021 e 2022, continua a trovare applicazione la normale disciplina: il credito d’imposta è riconosciuto nella misura unica del 75 per cento del valore incrementale, purché pari o superiore almeno dell’1 per cento, degli analoghi investimenti effettuati sullo stesso mezzo di informazione nell’anno precedente. Lo stamnziamento per tali investimenti sulle emittenti radio televisione deve ancora essere determinato.

Per accedere al credito occorre presentare un’istanza all’Agenzia delle entrate dal 1° al 31 marzo 2021.

La comunicazione per l’accesso al credito d’imposta costituisce una “prenotazione“, nella quale vanno indicati i dati degli investimenti che si prevede di effettuare nell’anno agevolato (andranno quindi indicati sia gli investimenti già effettuati che quelli da effettuare entro il 31.12.2021). Tali dati dovranno essere confermati a consuntivo dal beneficiario, tramite invio di una dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati nel 2021, da presentare dal 1° al 31 gennaio 2022.

I soggetti interessati devono compilare e trasmettere la comunicazione descritta al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, con le seguenti modalità:

  • direttamente, da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate;
  • tramite una società del gruppo, se il richiedente fa parte di un gruppo societario. Si considerano appartenenti al gruppo l’ente o la società controllante e le società controllate. Si considerano controllate le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata le cui azioni o quote sono possedute dall’ente o società controllante, o tramite altra società controllata, per una percentuale superiore al 50% del capitale (articolo 3, comma 2-bis, D.P.R. 322/1998);
  • tramite gli intermediari abilitati

Si ricorda, infine, che in caso di presentazione di più comunicazioni per l’accesso al credito d’imposta relative al medesimo anno, è ritenuta valida l’ultima trasmessa entro il termine di presentazione (31 marzo).

Facciamo presente  che per il 2020  le risorse stanziate sono risultate inferiori rispetto al totale del credito di imposta richiesto, pertanto gli importi spettanti sono stati riproporzionati: 14,8% dell’importo richiesto per investimenti sulla stampa, del 6,5% per investimenti sulle radio e televisioni, tra il 6,5% e il 14,8% nel caso di investimenti su entrambi i canali. Lo studio resta a disposizione dei clienti interessati per le opportune valutazioni di convenienza.

Cordiali saluti

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Cartelle di pagamento: ancora mini proroga di 1 mese.

Il Decreto Legge n. 7/2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2021, recante “Proroga di termini in materia di accertamento, riscossione, adempimenti e versamenti tributari, nonché di modalità di esecuzione delle pene in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, ha differito al 28 febbraio 2021 il termine “finale” di sospensione dell’attività di riscossione precedentemente fissato al 31 gennaio 2021 dal DL n. 3/2021.

E’ quindi differito al 28 febbraio 2021 il termine di sospensione del versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione. Si tratta dei pagamenti da eseguire all’Agente della riscossione (Agenzia Entrate Riscossione ex Equitalia) e non dei versamenti per i tributi correnti.

I pagamenti sospesi sono da eseguire entro il 31 marzo 2021.

Rateizzazioni: ricordiamo che il “Decreto Rilancio” estende da 5 a 10 il numero massimo delle rate, anche non consecutive, che comportano la decadenza del piano di rateizzazione in caso di mancato pagamento. In caso di difficoltà nel pagare tutte le rate non pagate e rientranti nel periodo di sospensione, entro il 31 marzo si dovranno saldare tante rate quante necessario per non rientare nella decandenza (ovvero pagare un numero sufficiente di rate lasciandone non pagate massimo 9).

Inoltre, il “Decreto Ristori” ha esteso tale agevolazione a tutti i piani di rateizzazione che verranno concessi a fronte di istanze presentate fino al 31 dicembre 2021.

Rottamazione e Saldo Stralcio: ad oggi resta invece ferma al 01 Marzo 2021 la scadenza del termine di pagamento delle rate 2020 della rottamazione e del saldo e stralcio. Per le rate in scadenza nell’anno 2021 e nei successivi anni, restano confermati i termini di pagamento originariamente fissati.

Lo studio resta a disposizione.

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DICHIARAZIONI DI INTENTO: necessaria la presa visione da cassetto fiscale

DICHIARAZIONI DI INTENTO

Con riferimento alla nostra circolare n.7/2019 del 18 dicembre 2019, in cui venivano riportate le novità relative alle dichiarazioni di intento emesse dal 1 gennaio 2020, che, per comodità, riportiamo qui di seguito:

  • la dichiarazione di intento non dovrà più essere annotata in alcun registro, sia da parte del fornitore sia da parte del cliente;
  • non vi sarà più obbligo di consegna al fornitore della dichiarazione di intento unitamente alla ricevuta di presentazione della stessa all’Agenzia delle entrate;
  • gli estremi del protocollo telematico rilasciato dall’Agenzia dovranno essere obbligatoriamente riportati sulle fatture emesse;

Un chiarimento dei giorni scorsi ha precisato che per dimostrare l’avvenuta presa visione della lettera di intento, il fornitore (colui che riceve la lettera di intenti) dovrà accedere al proprio cassetto fiscale  e visualizzare ogni singola lettera di intento ricevuta avendo l’accortezza di stampare e salvare il file pdf recante l’identificativo della persona che ha eseguito la richiesta e la data della richiesta di visualizzazione

Consigliamo quindi di fare attenzione alla data di stampa perché è la prova di quando la verifica è stata effettuata e questa data deve essere antecedente al DDT di spedizione/consegna merce, per non dover fatturare con IVA.

Riportiamo di seguito immagine ad esempio:

Lo studio resta come sempre a vostra disposizione.

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Legge di Bilancio 2021 – L’incentivo occupazione giovani e lo sgravio per l’assunzione di donne.

di Barbara Colombo

Proseguiamo la disanima delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio, che introduce incentivi a favore dei datori di lavoro privati, relativamente ad assunzioni di giovani e di donne. Ma andiamo con ordine.

INCENTIVO ALL’OCCUPAZIONE GIOVANILE

I commi 10 a 15 modificano, implementandola, la disciplina sulla riduzione dei contributi previdenziali, in favore dei datori di lavoro privati, relativamente alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, nonché le trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine, di soggetti che abbiano una età inferiore a 36 anni e che non abbiano avuto, nemmeno con altri datori di lavoro, precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

Le modifiche concernono le assunzioni effettuate nel 2021 e 2022.

L’incentivo è riconosciuto:

  • nella misura del 100% della contribuzione a carico del datore di lavoro;
  • per un periodo massimo di 36 mesi,
  • nel limite massimo di € 6.000,00 annui.

Il periodo massimo è elevato a 48 mesi per i datori di lavoro che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

L’esonero in esame è fruibile dai datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei sei mesi precedenti l’assunzione, ne procedano, nei nove mesi successivi alla stessa, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

ESONERO CONTRIBUTIVO PER L’ASSUNZIONE DI DONNE

La norma in esame ai commi da 16 a 19, in via sperimentale per il biennio 2021-2022 estende alle assunzioni di tutte le lavoratrici donne, lo sgravio contributivo del 100%. L’effetto attrattivo del nuovo incentivo però si può ritenere considerevolmente ridotto alla luce di alcune importanti esclusioni.

Lo sgravio dei contributi, compresi i premi Inail, nel limite di € 6.000,00 annui compete per l’assunzione di:

  • donne lavoratrici over 50 disoccupate da oltre 12 mesi;
  • donne prive di un lavoro regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, se residenti in regioni svantaggiate ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea;
  • donne prive di un lavoro regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, con una professione o di un settore economico caratterizzati da una disparità occupazionale di genere (per il 2021 i settori sono stati definiti dal D.M. n. 234 del 16 ottobre 2020)
  • donne prive di un lavoro regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, di qualsiasi età e ovunque residenti.

Per aver diritto all’esonero contributivo totale, il datore di lavoro deve assumere la lavoratrice con contratto di lavoro a tempo indeterminato, trasformare a tempo indeterminato un precedente contratto a tempo determinato. La durata massima dello sgravio è di 18 mesi.

In caso all’assunzione con contratto a termine la riduzione è del 50% fino a 12 mesi, senza tetto annuo.

Fondamentale che le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupato nei 12 mesi precedenti.

L’efficacia di tali disposizione è comunque subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea.

Lo Studio resta a disposizione per ogni approfondimento in merito.

Cordialmente.

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Pagamenti di cartelle e dilazioni – nuova proroga al 28 febbraio 2021.

Il Decreto legge n. 3/2021

Il Decreto Legge n. 3/2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 11 del 15 gennaio 2021, recante “Misure urgenti in materia di accertamento, riscossione, nonche’ adempimenti e versamenti tributari”, ha differito al 31 gennaio 2021 il termine “finale” di sospensione dell’attività di riscossione precedentemente fissato al 31 dicembre 2020 dal DL n. 125/2020.

Si tratta quindi della proroga di un ulteriore mese (dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021) della sospensione delle cartelle esattoriali e dei relativi piani di dilazione (Pagamenti da eseguire ad Agenzia delle Entrate Riscossione – ex Equitalia).

I pagamenti sospesi dovranno essere eseguiti entro il 28 febbraio 2021.

In merito alle cartelle rateizzate, ricordiamo che Il “Decreto Rilancio” ha esteso da 5 a 10 il numero massimo delle rate, anche non consecutive, che comportano la decadenza del piano di rateizzazione in caso di mancato pagamento. Pertanto, entro il 28 febbraio, sarà necessario provvedere ai versamenti in modo da non rientrare nella decadenza del piano di dilazione.

Sul sito agenzia delle entrate Riscossione a questo link https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/covid-19/faq-covid/ sono disponibili le risposte alle domande più frequenti sulle misure introdotte in materia di riscossione dai provvedimenti legislativi emanati nel periodo di emergenza sanitaria Covid-19.

Lo studio resta a disposizioni per i necessari chiarimenti.

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Legge di Bilancio 2021- ammortizzatori sociali e l’esonero alternativo

di Barbara Colombo

La legge di Bilancio si innesta quest’anno nel vorticoso sistema di norme emergenziali volte a frenare l’emergenza economica scaturita dalla pandemia da Covid-19. Da qui una serie di previsioni che dovrebbero generare innanzitutto lavoro e liquidità mediante un meccanismo di decontribuzioni, esoneri e ammortizzatori sociali.

Nonostante ci troviamo a vivere in contesto globale completamente diverso dallo scorso anno, poche sono le concrete novità introdotte rispetto alla Manovra dello scorso anno.

Iniziamo con l’approfondire quanto introdotto in tema di ammortizzatori sociali ed esonero alternativo.

TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE SALARIALE COVID-19

I commi da 299 a 305 e da 312 a 314 prevedono la concessione dei trattamenti di CIGO, Assegno ordinario e CIGD, a favore dei datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, per una durata massima di 12 settimane.

A seconda dell’Istituto utilizzato le stesse devono essere collocate:

  • tra il 1° gennaio ed il 31 marzo 2021 per i trattamenti di CIGO;
  • tra il 1° gennaio ed il 30 giugno per trattamenti di Assegno ordinario e di CIGD.

Le 12 settimane costituiscono, al momento, la durata massima che può essere richiesta con causale Covid.

I periodi di integrazione salariale precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi dell’articolo 12 del DL 137/2020 (Decreto Ristori), pari al massimo a 6 settimane, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° gennaio 2021 sono imputati, ove autorizzati, alle 12 settimane previste dalla Legge di Bilancio 2021.

Beneficiari di queste 12 settimane di ammortizzatore sono i lavoratori assunti anche dopo il 25 marzo 2020 e in ogni caso in forza alla data di entra in vigore della predetta legge (1° gennaio 2021).

La previsione di due distinti periodi entro i quali poter utilizzare la nuova dote di 12 settimane di ammortizzatori sociali rappresenta sicuramente la novità più “particolare” della legge di Bilancio.

Mai prima d’ora l’esperienza emergenziale ci aveva consegnato norme che distinguessero le diverse misure quanto alla loro collocazione temporale, ne si coglie quali possano essere stati gli intendimenti che hanno portato il legislatore a tale determinazione.

ESONERO CONTRIBUTIVO ALTERNATIVO AL TRATTAMENTO DI INTEGRAZIONE SALARIALE

Resta confermato l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a favore dei datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i nuovi periodi di trattamento di integrazione salariale previsti dalla Legge di Bilancio 2021.

Più precisamente, i datori di lavoro in questione possono beneficiare dell’esonero dei contributi previdenziali a loro carico per un periodo massimo di 8 settimane fruibili entro il 31 marzo 2021, nei limiti delle ore di integrazione salariale fruite nei mesi di maggio e di giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, riparametrato e applicato su base mensile.

L’efficacia di tali disposizione è comunque subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea.

La finalità dell’esonero è quella di offrire un regime di alternatività con i trattamenti di integrazione salariale, in quanto l’obiettivo finale è quello di incentivare i datori di lavoro a non ricorrere ad ulteriori trattamenti di integrazione salariale. Valutazione e scelta da leggersi in un’ottica di una lenta ripresa dei consumi che certamente interesserà parte dell’anno 2021.

Lo Studio resta a disposizione per ogni approfondimento in merito.

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REGISTRAZIONE FATTURE RICEVUTE A FINE ANNO

L’introduzione del Sistema Di Interscambio, che appone data certa alle fatture ricevute dalle imprese, ha rivoluzionato la gestione delle fatture a cavallo d’anno, con riferimento agli aspetti di registrazione contabile e riflessi sul diritto alla detrazione dell’imposta.

Vi proponiamo di seguito una tabella riassuntiva con i comportamenti da adottare per non perdere il diritto alla detrazione:

FATTURA DI ACQUISTO DATATA 2020REGOLE REGISTRAZIONE E DETRAIBILITA’
Ricevuta nel 2020 e registrata nel 2020L’IVA viene detratta nella liquidazione IVA del mese di dicembre 2020/IV trimestre 2020
Ricevuta nel 2020 ma registrata nel 2021REGISTRAZIONE ENTRO IL 30.04.2021: la fattura deve essere registrata in un sezionale apposito e l’IVA sarà detratta nella Dichiarazione IVA annuale 2020
REGISTRAZIONE OLTRE IL 30.04.2021: l’IVA sarà indetraibile.
Ricevuta nel 2021 La fattura  deve essere registrata nel 2021 e l’IVA detratta nella liquidazione IVA del 2021.

ATTENZIONE: qualora il SdI non sia riuscito a recapitare il documento e lo abbia messo a disposizione nell’area riservata fatture e corrispettivi  del sito dell’Agenzia delle Entrate , la data di ricezione del documento coincide con la data di presa visione del file.

Lo Studio resta a disposizione per ogni chiarimento.

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REGISTRATORI TELEMATICI E LOTTERIA DEGLI SCONTRINI – NOVITA’ 2021

Sintetizziamo in questo articolo le novità 2021 in merito a registratori telematici e lotteria degli scontrini.

Al via dal 1 gennaio 2021 l’obbligo generalizzato di adozione del registratore telematico

Dal 1 gennaio 2021 parte l’obbligo per tutti gli esercenti di dotarsi di Registratore di cassa Telematico per gestire e tracciare i pagamenti: non sarà più possibile adottare la cosiddetta “procedura transitoria” di invio dei dati dei corrispettivi giornalieri, valida per tutto il 2020, che permetteva l’invio dei corrispettivi giornalieri entro il mese successivo di effettuazione dell’operazione.

In alternativa all’utilizzo del registratore telematico, i negozianti possono scegliere di optare per la procedura web denominata “documento commerciale online” presente nel portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate oppure per l’emissione di fatture elettroniche.

Decorrenza aprile 2021 per il nuovo tracciato di invio dei corrispettivi telematici

Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, si proroga al prossimo 1 aprile 2021 l’adeguamento al nuovo tracciato telematico per l’invio dati corrispettivi giornalieri (versione 7.0 del giugno 2020).

Nuovo rinvio a febbraio/marzo 2021 per la lotteria degli scontrini

La cosiddetta “lotteria degli scontrini”, concorso a premi al quale i privati consumatori avranno accesso a fronte di acquisti effettuati presso esercenti in modalità “cashless”, ovvero con pagamenti elettronici, avrebbe dovuto iniziare già dallo scorso 1 gennaio 2021. Con il decreto legge Milleproroghe  si affida la definizione della data di avvio ad un provvedimento congiunto Agenzia delle Dogane e dei Monopoli/Agenzia delle Entrate, che dovrebbe pervenire entro il 1 febbraio 2021.

Lotteria degli scontrini

Posso partecipare alla lotteria degli scontrini tutti i cittadini maggiorenni e residenti in Italia che acquistano beni  e servizi con strumenti di pagamento elettronici (bancomat, carta di credito, carta di debito) per i quali è rilasciato un documento commerciale (il vecchio “scontrino”) mediante un registratore telematico o mediante la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Non tutti gli acquisti permettono di partecipare alla lotteria. Non lo consentono:

  • Acquisti inferiori ad 1 euro
  • Acquisti effettuati online
  • Acquisti destinati all’esercizio di attività di impresa, arte o professione
  • Acquisti per i quali il consumatore richiede all’esercente l’acquisizione del proprio codice fiscale al fine di usufruire di detrazioni o deduzioni fiscali (per esempio, gli acquisti di prodotti sanitari in farmacie, gli acquisti in parafarmacie, ottici, eccetera).

Attenzone: la lotteria degli scontrini è alternativa alle detrazioni o deduzioni fiscali.

Ogni acquisto genera biglietti “virtuali” che consentono di partecipare alla lotteria: ogni euro speso dà diritto ad un biglietto, fino ad un massimo di mille biglietti per uno scontrino pari o superiore a mille euro.

Alle estrazioni della lotteria cashless partecipano non soltanto i consumatori ma anche gli esercenti, cioè i venditori che trasmettono elettronicamente i corrispettivi: il biglietto vincente per il consumatore determina automaticamente anche la vincita per l’esercente.

Di seguito i premi previsti:

ANNUALEMENSILISETTIMANALI
1 premio da € 5.000.000 ogni anno per chi compra 1 premio da € 1.000.000 ogni anno per chi vende10 premi da € 100.000 ogni mese per chi compra 10 premi da € 20.000 ogni mese per chi vende15 premi da € 25.000 ogni settimana per chi compra 15 premi da € 5.000 ogni settimana per chi vende

L’eventuale vincita, sarà comunicata tramite Pec o raccomandata da Agenzia delle dogane e dei monopoli, garantendo in ogni momento la riservatezza dell’identità del vincitore.

Il vincitore dovrà recarsi entro 90 giorni dalla ricezione della comunicazione presso l’ufficio Agenzia dogane e monopoli territorialmente competente in base alla propria residenza.

Il pagamento dei premi sarà effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario o postale.

Cosa deve fare l’esercente

Gli esercenti hanno:

  • l’obbligo dell’adeguamento del registratore di cassa
  • la facoltà (non l’obbligo) di accettare o non accettare di far partecipare i clienti alla lotteria in qunato non sono previste sanzioni in caso di rifiuto nell’acquisizione del codice lotteria
  • i clienti, in caso di rifiuto, possono segnalare l’esercente all’Agenzia delle Entrate che provvederà ad inoltrare la segnalazione alla Guardia di Finanza per eventuali verifiche.

Pertanto invitiamo tutti i clienti interessati a prendere contatto con i tecnici dei registratori telematici in uso, al fine di individuare i necessari aggiornamenti da eseguire.

Acquisizione del codice lotteria del cliente e trasmissione dei dati

L’esercente – al momento della registrazione dell’operazione sul registratore telematico (o sulla procedura web dell’Agenzia) – deve memorizzare anche il “codice lotteria” che il cliente mostra al momento dell’acquisto cashless di importo pari o superiore a 1 euro. Si tratta, in sostanza, di scansionare il codice lotteria con un lettore ottico collegato al registratore telematico (o digitarlo sul tastierino del registratore stesso), memorizzare i dati dell’operazione, accettare il pagamento con carta, bancomat o altro strumento elettronico di pagamento ed emettere il documento commerciale. Su quest’ultimo, pertanto, dovrà essere riportato sia il codice lotteria del cliente che l’evidenza dell’importo pagato elettronicamente. Sarà poi il registratore di cassa, in automatico, a trasmette i dati al sistema della lotteria (gestito dall’Agenzia delle entrate e dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli).

Cosa deve fare il consumatore

Per ottenere il codice lotteria, bisogna accedere al seguente link: https://www.lotteriadegliscontrini.gov.it/portale/home

Digitare il codice fiscale nella sezione “Partecipa ora”

Memorizzare e/o stampare il codice Lotteria     

Mostrarlo all’esercente al momento dell’acquisto 

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Decreto Agosto – Per il 2020 fino a 516,46 esenti in busta paga.

Il Decreto Agosto – D.L. n.104/2020, all’art. 112 dispone, limitatamente al periodo d’imposta 2020, l’innalzamento da € 258,23 ad € 516,46, pari quindi al raddoppio, del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Il limite di esenzione di € 258,23, aumentato a € 516,46 per il 2020 , è fissato dal comma 3, art. 51 del TUIR e trova applicazione relativamente ai c.d. fringe benefits riconosciuti per ciascun lavoratore con finalità di incentivazione e fidelizzazione.

A titolo di esempio, tra i fringe benefits che rientrano nella previsione di cui al comma 3, art. 51 del TUIR e, dunque, sono soggetti al limite di esenzione di € 516,46 con riferimento all’anno 2020, si segnalano:

  • i buoni acquisto e i buoni carburante;
  • i generi in natura prodotti dall’azienda;
  • l’auto concessa ad uso promiscuo;
  • l’alloggio concesso in locazione, in uso o in comodato;
  • i prestiti aziendali;
  • l’uso di specifici beni di proprietà dell’azienda quali telefono aziendale, pc, tablet, stampanti o altri dispositivi elettronici aziendali;
  • polizze assicurative extra professionali, ecc.

ATTENZIONE Qualora il valore del fringe benefit superi il limite di esenzione, lo stesso concorre interamente a formare reddito imponibile.

Grazie a questa modifica normativa, i datori di lavoro potranno offrire, per esempio in occasione delle festività natalizie, a tutti o anche solo ad alcuni dei propri dipendenti beni o servizi del tutto fungibili ad un’erogazione monetaria, ottimizzando l’impatto fiscale e contributivo del budget a disposizione.

Lo Studio resta a disposizione per ogni approfondimento in merito.

Cordialmente.

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